Nuove funzionalità di ChatGPT e l’impatto sul mondo del lavoro

Le nuove funzionalità di Chatgpt, cosa cambierà nel modo del content marketing

L’evoluzione delle intelligenze artificiali sta avvenendo molto rapidamente, accorciando sempre di più il divario tra il lavoro effettuato dall’uomo e quello svolto dalle AI. Le nuove funzioni, introdotte di recente dagli sviluppatori, sono notevoli ma hanno creato anche degli interrogativi sulle loro conseguenze nel mondo del lavoro.
Andiamo ad analizzare alcune nuove funzionalità, legate soprattutto al mondo di ChatGPT.
Il chatbot più utilizzato al momento, e soprattutto quello che sta più impattando sulle attività svolte in ambito comunicazione e marketing.

Gli ultimi aggiornamenti di ChatGPT, gli input visivi

ChatGPT di OpenAI, di cui abbiamo ampiamente parlato in un nostro precedente articolo, è in continuo potenziamento e attualmente l’obiettivo è di renderlo sempre più simile ad un’assistente virtuale. Al pari di Siri o Alexa, con la possibilità di comunicare vocalmente ed effettuare ricerche in base a input vivisi. Sarà possibile porre quesiti più specifici, al quale risponderà con il suo sintetizzatore vocale grazie anche all’analisi di immagini caricate dagli utenti sull’app mobile.
In pratica gli si potrà caricare qualunque immagine e interrogarlo. Per esempio, potremmo chiedergli di identificare dalla foto un determinato oggetto, a quale tipologia appartiene o qual è la sua marca. Caricargli l’immagine di un conto economico aziendale e fargli valutare se l’azienda è in salute.
Le sue risposte non saranno infallibili però certamente contribuiranno a velocizzare responsi e procedure che altrimenti richiederebbero più tempi di ricerca. Con queste nuove features GPT può quindi rivelarsi un buon assistente nei contesti organizzativi e per il marketing un ottimo strumento per facilitare brainstorming, suggerire idee per piani editoriali e creare l’ossatura di qualsiasi contenuto digitale.

Molte sono dunque le potenzialità delle AI, stante che debbano però essere più equi e chiari i bacini informativi da cui attinge. Secondo molti analisti l’input dovrebbe essere più vario perché le fonti provengono troppo spesso dal nostro mondo culturale, un carburante quindi a noi molto vicino. Un altro aspetto che può preoccupare riguarda l’enorme mole di informazioni che otterrà, compresi volti e altri dati visivi relativi all’azienda o organizzazione per cui si lavora.
Rendendo così più vulnerabili le organizzazioni in termini di privacy, per cui era già stato dato in passato uno stop dal garante, e in ambito di conservazione di dati sensibili. A questo riguardo OpenAI darà la possibilità di disattivare, nella sezione impostazioni, la cronologia delle chat, riducendo la durata di conservazione dei dati a un mese.

Altre e interessanti novità riguarderanno i Podcast, al momento uno dei mezzi di comunicazione più popolari.

ChatGPT, il nuovo traduttore automatico dei Podcast

L’accordo tra OpenAI e Spotify consente ora ai podcaster di tradurre le loro puntate in altre lingue, grazie alla sorprendente capacità di ChatGPT di imitare la voce del conduttore, per mezzo di un software. Una nuova funzione per aumentare l’audience dei podcast a livello mondiale dando la possibilità agli utenti di ascoltare gli audio in lingue differenti da quella originale.
Una grande opportunità per i content creators, che in questo modo possono ampliare il loro bacino di ascoltatori, a livello internazionale. Essendo in fase sperimentale, le traduzioni risultano all’orecchio ancora troppo “robotiche” e al momento sono state realizzate per un numero ristretto di lingue.
Su Spotify, ovviamente, è richiesta l’approvazione dell’autore ma questa tecnologia porta con sé dei rischi, specialmente quando riguarda tratti distintivi delle persone, come la voce.
A cominciare dal rischio che con la tecnologia si possano sintetizzare voci di persone e artisti senza il loro consenso, ricavandone dei guadagni illeciti o peggio compromettendone l’immagine pubblica.

Limpatto delle AI sul mondo della grafica

L’impatto delle AI generative si riversa anche nel mondo della grafica e su molti degli strumenti usati dai marketer per veicolare contenuti professionali.

Partiamo dal noto Mailchip, uno dei più importanti servizi di email marketing. Quest’ultimo ha da tempo integrato chatgpt nella sua piattaforma con il ruolo di visual assistant, nella scelta delle immagini e ottimizzazione dei testi e altro ancora, e ora si appresta ad utilizzarlo anche per la generazione di oggetti, una funzionalità per ora attiva solo in US. Per oggetti si intendono non solo contenuti visivi, ma anche testi, post per i social network e tanto altro. Questa sua versatilità sarà un plus non indifferente per i professionisti di digital marketing.

E poi c’è Midjourney con cui è possibile creare delle immagini spesso meno comuni di Unsplash o di tutti i portali di foto free o a pagamento. Grafici, illustratori prevedono di avere più problemi in futuro, perché molte riprese fotografiche potranno essere superate, riuscendo con le AI a creare immagini più accattivanti per cataloghi, schede tecniche, siti web ecc.
Illustratori e grafici temono che le aziende possano decidere di affidarsi interamente alle intelligenze artificiali per la creazione di immagini in ambito commerciale, sostituendo di fatto le loro skills creative. La componente grafica è fondamentale per attrarre potenziali clienti e per molte aziende sarebbe un errore considerare questo materiale visivo sostitutivo rispetto a quello di professionisti ed esperti. Infatti ad un occhio attento non può certo sfuggire l’uso di immagini generate dalle IA, notare la loro artificiosità. Potremmo dire  che in queste immagini manca l’anima, l’elemento empatico che fa la differenza.

Chatgpt e il suo impatto nella scrittura

Un altro esempio di conflitto etico riguarda il mondo della scrittura nella sua interezza, dal copywriting al giornalismo, arrivando perfino a coinvolgere il settore cinematografico di Hollywood.

Anche i copywriters, come i grafici, temono di venire rimpiazzati dalle IA. In particolare nella stesura dei testi presenti sui siti web aziendali, blog, magazine. Stessa cosa per le notizie sui quotidiani non legate a rubriche editoriali o articoli scritti da figure di spicco.
Ad Hollywood l’acceso diverbio tra sceneggiatori e produttori si è concluso con un accordo che non vieta l’AI ma ne impedisce il suo utilizzo per la scrittura e il riadattamento dei materiali letterari. Se la sceneggiatura sarà in parte scritta da ChatGPT verrà valutata di meno dal punto di vista economico, il che comporterà un compenso ridotto. Le società di produzione non potranno imporre l’utilizzo delle IA ad uno sceneggiatore e i testi artificiali non approvati dalle parti in causa, varranno davvero poco.

Chi considera l’idea di sostituire i professionisti dimentica che, dietro ad ogni testo, è presente un’attenta osservazione e una serie di pensieri non replicabili che conoscono come attirare il pubblico verso quel determinato contenuto. Il modo di ragionare di una macchina per quanto elaborato, come nel caso delle AI, non riuscirà mai ad ottenere del tutto quella comprensione del mondo, quella intuizione e quell’empatia che contraddistingue l’essere umano. Possono solo simulare tramite le informazioni che vengono loro fornite e per quanto l’IA risulti efficiente, necessita della supervisione umana per ottenere output soddisfacenti. Se gli addetti ai lavori non danno i prompt giusti o non interagiscono in maniera adeguata con questa intelligenza generativa, le risposte saranno sempre imprecise e a volte anche sbagliate.

In questo caso c’è Google a venire in soccorso, grazie ai suoi algoritmi sempre più capaci di intercettare contenuti creati dall’AI. Il suo favore andrà sempre verso la qualità dei testi, attraverso i principi dell’autorevolezza calcolata in quanti link riceve il testo e da chi li linka, oppure la pertinenza ovvero che tipo di contenuti vengono creati per la ricerca degli utenti.
Tutti elementi che privilegiano, speriamo ancora a lungo, il ruolo del content marketing per il quale le aziende ancora richiedono un apporto di valore e professionale. Ciò non toglie che bisognerà comunque tenere il passo con tutte queste novità e usarle per facilitarsi il lavoro, sistematizzarlo e renderlo più efficiente.

Conclusione 

È innegabile che ci troviamo di fronte ad una nuova rivoluzione digitale dopo quella vissuta con la nascita di internet e poi dell’esplosione dei social network.
La via per adattare le AI al nostro lavoro deve basarsi su una precisa regolamentazione, che ne consenta un uso etico e non invasivo. In sinergia e piena trasparenza con chi commissione il lavoro di creazione di contenuti, siano essi, visivi, testuali o audio, considerando che le aziende hanno ormai una risposta media molto alta verso chatgpt.
L’importante è quindi non rinchiudersi in un atteggiamento di paura verso il nuovo perché c’è chi già lo sta studiando per applicarlo alle proprie strategie di comunicazione, ed essere tra gli early adopter, porta sempre dei vantaggi.

Cosa ne pensate, voi le state già utilizzando nelle vostre attività?

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Una risposta

  1. 14/12/2023

    […] IA si riveleranno dei validi strumenti di supporto anche nella creazione dei contenuti digitali, soprattutto in ambito grafico, modificando foto reali o realizzando immagini da zero tramite […]

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