Privacy nell’era delle IA: nuove regole e valori da seguire

La presenza sempre più marcata delle intelligenze artificiali nelle nostre vite sta dimostrando di apportare benefici a molte attività, ma comporta dei rischi senza un’adeguata tutela. Il tasto dolente resta la privacy, preziosa in un’epoca in cui il web ha assunto un ruolo così determinante. Negli ultimi mesi stiamo assistendo a numerose novità su questo tema, con nuove regole adottate dagli enti governativi per gestire al meglio questa rivoluzione epocale, allineandole ai valori imprescindibili della società.
Un settore lavorativo che sta subendo notevoli cambiamenti è sicuramente il digital marketing, andiamo a vedere come.
IA nel digital marketing e le implicazioni sulla privacy
Le intelligenze artificiali si stanno rilevando strumenti estremamente potenti anche applicati al mondo della comunicazione e del digital marketing. In particolare, quando si parla di social media, assistiamo a strumenti in grado di raccogliere un’enorme quantità di dati sugli utenti e di fare un’accurata profilazione per rendere più performanti le campagne pubblicitarie. Prima dell’arrivo di queste nuove tecnologie, l’individuazione delle esigenze, preferenze e info socio-demografiche dei potenziali clienti era frammentata e solo parzialmente accessibile. Ora è possibile ottenere una comprensione elevata degli interessi e preferenze di una persona.
Le IA, infatti, utilizzano una combinazione di raccolta dati, analisi comportamentale e apprendimento automatico per conoscere il passato e il presente dell’utente attraverso dati storici e attuali, immaginando anche le sue azioni o reazioni tramite modelli predittivi. Al netto degli errori e delle inesattezze che l’IA può generare, non si può ignorare la sua efficacia e velocità nell’elaborare moli elevate di informazioni.
Più si conosce una persona nel suo intimo, più sarà facile sapere come relazionarsi per ottenere ciò che si desidera, sia in chiave positiva, nel pieno rispetto della clientela, sia in chiave manipolatoria, per ricavare profitti anche senza particolari scrupoli sulla privacy.
Per questa ragione, l’utilizzo etico di questi mezzi, non solo negli ambiti di business ma anche in quelli politici e sociali, è fondamentale per rispettare i diritti della comunità.
Un esempio di tutela dela privacy è la possibilità concessa alcuni mesi fa da Meta agli utenti europei di escludere i loro dati, tra cui commenti e contenuti pubblicati, dall’addestramento della propria IA. Bisogna notare che le forti pressioni da parte dell’Unione Europea e del Garante della Privacy hanno dato un contributo rilevante affinché ciò accadesse. Mantenere un buon rapporto tra aziende ed enti governativi consente di evitare stop come quello avvenuto più di un anno fa riguardante ChatGPT. Le regolamentazioni hanno il compito di essere sempre al passo con i tempi e senza troppi margini di interpretazione per accompagnare la progressiva integrazione delle intelligenze artificiali nelle diverse piattaforme web.
Ma le IA non si occupano solo della misurazione comportamentale degli utenti e della targetizzazione dei contenuti, possono fornire anche supporto nella creazione di quest’ultimi. Ciò avviene già nel social media marketing e nei servizi a contatto diretto con il pubblico come l’assistenza ai clienti. La loro presenza nella maggior parte delle attività legate al marketing e alla comunicazione sta suscitando una comprensibile preoccupazione nei professionisti che lavorano in questi ambiti. Settori che spaziano dal mondo della grafica a quello della scrittura, dove le funzionalità di ChatGPT e simili hanno accesso forti dibattiti in questo ultimo anno. Le nuove disposizioni stanno dunque prendendo in considerazione il concetto di diritto d’autore, oltre all’obbligo di rendere riconoscibili tutti i contenuti prodotti dall’Ai.

L’IA ACT per tutelare libertà e privacy
Se questi aspetti sono legati agli input che l’utente fornisce di sua spontanea volontà, non si può dire lo stesso per quelli che le IA riescono a ricavare attraverso le analisi biometriche. L’identificazione facciale, e soprattutto quella legata alle emozioni, se da un lato può garantire maggiore sicurezza pubblica in alcuni contesti, dall’altra potrebbe rivelarsi un pericolo per la libertà individuale, aprendo la porta a scenari distopici come nel film Minority Report. Per questa ragione, dallo scorso agosto è entrato in vigore un nuovo regolamento europeo, l’IA Act, volto a introdurre diverse limitazioni nei confronti dei sistemi basati sull’intelligenza artificiale.
L’obiettivo è evitare che, attraverso questi mezzi, ci siano dei rischi per gli individui causati da tecniche manipolatorie o discriminatorie. Nel primo caso, i rischi riguardano i messaggi subliminali finalizzati alla propaganda, non solo politica ma anche pubblicitaria, mirati ad influenzare il subconscio delle persone. Ad esempio è del tutto vietato sfruttare il riconoscimento delle emozioni nei contesti lavorativi ed educativi per proteggere la libertà emotiva degli individui.
Nel secondo caso legato alle discriminazioni viene vietato il social scoring, ossia le tecniche di ipersorveglianza mirate a concedere l’accesso a servizi primari e diritti fondamentali tramite un’analisi della condotta dei cittadini, vedi “cittadinanza a punti”. Questo concetto, con i dovuti limiti sulla privacy, potrebbe essere applicato per quanto riguarda la tassazione per un principio di riequilibramento.
E’ stato inoltre introdotto il divieto allo scraping di immagini ossia la raccolta di immagini facciali dal web o da telecamere a circuito chiuso per creare database di riconoscimento facciale che possano essere usati in modo improprio. Questo per tutelare la privacy ed evitare che si possa verificare una sorveglianza di massa.
E’ da evidenziare che queste norme non coprono interamente i rischi legati alle IA, ci sono ancora dei vuoti legislativi che verranno colmati e discussi nel tempo. Le IA sono infatti in continua evoluzione e sviluppo e non sono ancora del tutto chiare le implicazioni che avranno sulla nostra privacy e libertà individuali.
Conclusione
Da questo contesto evolutivo delle IA emerge che i valori etici e la trasparenza saranno sempre più al centro delle future regole sulle intelligenze artificiali, per evitare che vengano utilizzate in modo improprio. È fondamentale che le tecnologie emergenti rispettino i diritti e le libertà individuali, garantendo un equilibrio tra innovazione e protezione della privacy. Le decisioni riguardanti questi limiti dovranno coinvolgere sempre più la società nella sua interezza, così da preservare i dati e il diritto riservatezza di tutti noi. Attraverso un dibattito pubblico aperto e continuativo si potrà dunque costruire un futuro digitale equo e sicuro per tutti.
Voi cosa ne pensate di questo tema così delicato?


Una risposta
[…] cambiamenti sollevano dubbi sull’equilibrio tra innovazione, diritti degli utenti e implicazioni sulla privacy. Se da un lato Grok e X promettono maggiore creatività e libertà di espressione, dall’altro […]