Spreaker la piattaforma radiofonica made in Italy

Vi vorrei parlare di un progetto davvero innovativo nato appunto in Italia e precisamente nella città in cui vivo e lavoro, Bologna. Spreaker è un progetto radiofonico che coniuga inventiva, tecnologia e Social Network. Nata per soddisfare tutti gli amanti della musica fatta in casa, un po’ come ai tempi delle radio libere, con l’ausilio però di tecnologie avanzate e allo stesso tempo semplici da gestire da chiunque.

Andando nel dettaglio, per chi non conoscesse già questa start-up (scommetto che siate in pochi), Spreaker è una piattaforma che permette all’utente di creare un proprio programma radiofonico, completo di parlato con la possibilità anche di mixare i brani musicali direttamente online. Il tutto utilizzando una vera console deejay che riproduce in rete un fedele esempio delle console professionali.

Basta semplicemente registrarsi sul sito www.spreaker.com, effettuare alcuni semplici passi è il gioco è fatto, i propri programmi radiofonici potranno essere ascoltati sulla piattaforma, sui social network, sul blog personale e su smartphone tramite apposita app ufficiale di Spreaker. Personalmente l’ho scaricata gratuitamente sul mio iPhone e devo dire che questo concetto di radio 2.0 mi piace proprio!

Il servizio è offerto sia a semplici appassionati di radio che vogliono creare e trasmettere il proprio show radiofonico, caricando oppure creandosi un nuovo podcast, gratuitamente senza l’ausilio di altri software. Oppure aggiungendo qualche plus,  può essere utilizzato anche in modo semiprofessionale, diventando un vero e proprio strumento di programmazione radiofonica personalizzata. Una vera opportunità per creare la propria radio creativa ed interattiva (gli utenti possono esprimere il proprio like) per una presenza tutta giocata sull’online

Ad oggi gli utenti registrati sono più di 130mila e gli ascoltatori mensili superano quota 300mila, un  risultato che incoraggia l’azienda ad estendere i propri confini. Questo tipo di progetti di free radio sono molto gettonati nei paesi di lingua latina, in Spagna, alcune aree del sud America e in Brasile riscuotono infatti un certo successo. Ma il mercato più interessante è sicuramente quello americano dove le radio hanno un enorme bacino di ascoltatori ed appassionati pronti a condividere tutto in rete e poi non è un segreto che siano proprio gli States a privilegiare il concetto di “social sharing”.

La piattaforma è già stata lanciata oltreoceano e naturalmente si aspettano un interessante incremento dei numeri. Personalmente me lo auguro, spesso si parla di sturt-up americane che dal niente esplodono e invece questo di Spreaker è un ottimo modello di creatività e imprenditorialità tutta italiana…per di più nata e sviluppatasi nella città di Guglielmo Marconi…

Direi che i presupposti per il successo ci sono tutti…che ne pensate?

 

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Una risposta

  1. 30 gennaio 2017

    […] fare un rapido riepilogo, Spreaker nasce nel 2009 dalla mente creativa di Daniele Cremonini, in pochi anni si afferma come l’App […]

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