Community Manager si può diventare?

Prendo spunto dall’articolo di @ambito5 per fare alcune riflessioni sulla figura del Community Manager, non certo nuova nel panorama del marketing e della comunicazione, ma sicuramente diventata molto più interessante con l’avvento e lo sviluppo dei Social Network. Il CM sta vivendo una nuova stagione per molti versi molto più promettente e stimolante, e non è un caso che molti ambiscano a ricoprire questo ruolo.

Infatti si può benissimo dire che gestire la comunicazione dei brand attraverso questi nuovi canali più informali ed interattivi e a volte ancora da esplorare (vedasi la continua nascita di nuovi social media) sia un’attività che interessa sempre più professionisti che magari prima si occupavano prevalentemente di marketing & comunicazione tradizionale.

Sapersi evolvere non è sempre da tutti, un po’ perchè fa comodo mantenere le proprie posizioni e un po’ perchè diventa faticoso rimanere sempre aggiornati sulle ultime novità in campo digitale e sociale.

Ma per esperienza personale posso dire che ne vale davvero la pena, si acquisiscono conoscenze online ed offline prima inimmaginabili, se non seguendo master e corsi costosissimi. In più si impara ad interagire in modo diverso, a contribuire anche con il proprio know-how a dibattiti ed eventi interessanti…insomma personalmente mi si è aperto un mondo che prima era solo teorico perchè fondamentalmente non esistevano gli strumenti giusti per implemantarlo.

Ricordo ancora i miei studi universitari in cui si analizzavano le cosiddette “organizzazioni complesse” e le strutture a rete, premesse di quello che si sarebbe realizzato anni dopo con l’avvento del web sociale a sua volta tutt’altra cosa rispetto al web tradizionale.
E allora credo che con la giusta preparazione, l’esperienza e la capacità di sapersi evolvere seguendo con passione il flusso degli eventi, community manager si possa anche diventare…

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Le 5 caratteristiche che NON deve avere un Community Manager

Community Manager si nasce o si diventa? Quale formazione deve avere un CM? Deve studiare come un forsennato oppure costruire la propria professionalità con l’affiancamento di un senior? Con questo post iniziamo una serie che farà luce su questo tanto osannato ruolo.

Sulla professione di CM ormai i dubbi dovrebbero essere svaniti, un po’ perché se ne è parlato molto, un po’ perché il termine, grazie alla diffusione dei Social Network, è ormai d’uso comune (alcune volte anche in maniera impropria).

Un CM oggi conosce a memoria i Social Network, le loro differenze e quali usare per comunicare cose diverse a persone diverse.  Sappiamo che il CM è la voce del brand e che fa da tramite tra azienda e consumatori; deve essere multitasking, creativo, abile nella scrittura e convincente. Ma ricordiamoci che è una professione che nasce molto prima dei vari Facebook & Twitter.

Ma cosa non è ancora stato detto? Ecco le 5 caratteristiche che un CM non deve avere:

1 – Non può non sapere
Deve conoscere il prodotto / marchio / argomento che sta trattando, di cui parla, di cui si occupa. Prima di dedicarsi ad un cliente o mettersi al lavoro deve applicarsi, studiare e prepararsi. Una risposta sbagliata, nel momento sbagliato (o anche nel momento giusto) può provocare una reazione a catena e portare a conseguenze critiche.

2 – Non deve essere frenetico.
Deve essere rapido, ma non lasciarsi prendere dalla fretta, ha pochi minuti per rispondere e dar voce al Brand, deve essere calmo e ponderare con cura quel che deve dire.

3 – Non deve essere permaloso.
È in costante contatto con le persone (utenti e clienti) e non deve mai perdere la calma se qualcuno lo contraddice, gli fa un appunto o lo critica. Deve mantenere il suo self control (se non lo ha consigliamo un corso di Yoga), respirare e far buon viso a cattivo gioco.

4 – Non può non essere autonomo.
Deve essere in grado di prendere decisioni e assumersi delle responsabilità sia in agenzia che in azienda.

5 – Non può non saper codificare i linguaggi.
Deve avere un codice di linguaggio specifico per ogni situazione. Deve essere in grado di modificare rapidamente il tono di voce.

Questo blog è stato scritto da un community manager e, per la caratteristica numero 3, non dovrebbe perdere la calma in caso di contestazioni o critiche. Proviamo?

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3 Risposte

  1. Guglielmo Cornelli ha detto:

    Ciao Paola,
    a volte ritornano! 🙂 Secondo me oltre alle innate doti comunicative, che una persona può comunque migliorare, la voglia di mettersi in gioco é decisiva: quindi, certo, é possibile diventarlo!! 🙂

    Se una persona é veramente appassionata al mondo social,imho, il passo non é neanche tanto grande … l’unica cosa é che come tutte le novità, bisogna prima fare un pò di esperienza sulla propria pelle …

  2. Valentina de Caro ha detto:

    Ti do ragione su tutta la linea :), ricordo che quando ero all’università mi spiegavano la differenza tra web 1.0 e web 2.0 🙂
    Io vengo da tutt’altro percorso, ho fatto il grafico, l’account poi mi sono appassionata di marketing noncovenzionale e avvicinata al mondo dei social media.
    E’ vero bisogna sempre tenersi aggiornati, leggere, e cercare di capire. Io non ho fatto master, mi rifiuto, ma sono una divoratrice di notizie e soprattutto una vera piaga per gli “esperti” ai quali non faccio altro che fare domande per capire, perchè e per come. E concordo anche con i 5 punti di ambito5, io sono passata dalle auto di renault, ai cosmetici di revlon al food di garofalo, e non capisco nulla di macchine, mi trucco poco e niente e non cucino granchè :)…eppure ci si prepara, si studia, ci si informa, si cerca di approfondire il più possibile.

    • Paola Frateschi ha detto:

      Grazie Valentina per aver detto la tua…l’aspetto positivo di questo periodo difficile (uno dei pochissimi a dir il vero!) è che stanno cadendo pian piano tutte le barriere, le situazioni predefinite, ci stiamo muovendo verso un cambiamento che colpisce e colpirà tutti i settori. E’ per questo che oggi più che mai diventa importante aggiornarsi in real time per capire come muoversi e quali opportunità cogliere, i social network restano per me il modo migliore per farlo!

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