YOUTUBE consigli su un utilizzo efficace del Social Network!

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Abbiamo già parlato di Youtube e di video marketing, ma ciò che è emerso durante l’ultimo TolkTolk ci fa tornare molto volentieri su questo argomento. Anche perché gli spunti, novità e suggerimenti forniti da Anna Covone sono stati davvero interessanti.

Sicuramente le domande a cui tutti cercano di dare le risposte sono molteplici:

Canale YouTube, quando aprirlo?
Cosa significa essere visibili su YouTube? Quanto è importante il tempo di permanenza di un utente sul tuo canale?
Come fidelizzare il tuo pubblico? Come si gestisce la SEO per le immagini?

La premessa da cui partire è che YouTube è uno strumento con un enorme potenziale per liberi professionisti, brand e aziende purchè ci siano alla base dei valori e dei messaggi da veicolare, con l’indubbio vantaggio di essere connessi al più grande motore di ricerca, Google. I contenuti condivisi su questo social network hanno quindi grandi potenzialità di raggiungere diversi target.

Per quanto riguarda la motivazione che spinge ad aprire un canale YouTube, sicuramente c’è l’aver qualcosa da dire, che sia di nicchia o basato su una passione, e per le aziende l’avere una strategia di comunicazione chiara e distintiva anche rispetto ai propri concorrenti.

L’esempio di Mutti, l’azienda leader per le conserve, fa subito entrare nel merito di questo approccio strategico all’uso del mezzo, l’avere un progetto preciso e strutturato con l’obiettivo di dare un valore aggiunto al proprio business a lungo termine. Un content marketing strettamente correlato al brand con video sempre di qualità e diversi, come tutorial, demo, assistenza, per creare un rapporto continuativo con il consumatore e raggiungere nuove fasce di pubblico. La forza del canale Youtube Mutti è l’aver differenziato il pubblico attraverso la scelta di diverse categorie di contenuti mirate a target specifici, dove i video sono sempre di ottima qualità e di grande appeal.

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Per far questo occorre avere un progetto editoriale preciso, iniziando dalla selezione delle parole chiave che interessano, da un’analisi puntuale della concorrenza, dei temi maggiormente trattati e che hanno avuto successo. E poi iniziare a postare avendo presente che ci sono due tipi di contenuti, quelli che hanno l’obiettivo di generare traffico ed aumentare gli iscritti al canale (video evergreen) e quelli mirati a fidelizzare il pubblico con argomenti di nicchia e studiati per l’audience.

Per il successo del canale sono da tenere in considerazione anche gli elementi SEO, come per qualsiasi campagna di web marketing, titolo, descrizione e keyword dei video sono i punti cardine per l’indicizzazione sia nel motore interno sia su Google. Ma sono importanti anche per la tematizzazione e il posizionamento dei video correlati perchè l’obiettivo su YouTube è di trasformare una visualizzazione in tante visualizzazioni, trattenere l’utente e fargli vedere altri contenuti, mantenendolo sulla piattaforma più a lungo possibile. YouTube è un motore di ricerca raffinato ed è utile ottimizzare i contenuti nelle diverse fase di creazione, produzione e realizzazione.

Ciò che determina il successo del proprio canale è il tempo di visione, la percentuale di completamento di visualizzazione e il tempo di permanenza sulla piattaforma. Le semplici visualizzazioni sono invece un parametro sempre meno importante che non determina il posizionamento nel motore interno, ma sono più importanti per l’impatto che hanno sull’utente. Spesso i video più indicizzati hanno meno visualizzazioni, su YouTube anche i Dislikes non sono determinanti.

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Per ricapitolare ecco alcuni consigli sulla gestione efficace del canale emersi durante la chiacchierata, con una delle massime esperte di YouTube, Anna e l’esperta di tematiche digitali Dora Carapellese.

  • Lato contenuti innanzitutto è bene avere una strategia più in linea possibile con i gusti dei consumatori, tener sempre monitorati i casi di maggiore successo per prendere spunti e idee, concentrarsi sui contenuti e non solo sugli strumenti (anche se la qualità di un video paga sempre), pubblicare almeno un video a settimana e prestare attenzione ai feedback, tutto questo per creare una community fidelizzata.
  • Per quanto riguarda il canale, scegliere un nome efficace, curare la copertina (per sfruttare il banner gratuito fornito da Google), le playlist e il trailer, il primo video che è visto sul canale per promuovere l’attività svolta, creare delle categorie se si vogliono colpire più target e schedulare i diversi video.
  • Per il successo di un video invece scendendo più nel tecnico è consigliabile prestare importanza a tagli, musiche, tempi, ritmo e attacchi, ma questi argomenti li lasciamo agli esperti di video making, comunque la vera riuscita del video è tenere “incollate” le persone.

In fondo l’obiettivo di un’azienda è rendersi più umana proprio attraverso un buon video, farsi percepire meno auto referenziali creare empatia con il pubblico percependone desideri e richieste più o meno esplicite. Per un professionista l’obiettivo è mettersi davvero in gioco, comunicare in modo più diretto la personalità con interessanti ricadute sul personal branding. Per tutti la cosa importante resta condividere contenuti di qualità, che catturino e conquistino l’attenzione di chi ci interessa davvero!

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Una risposta

  1. 12 maggio 2016

    […] YouTube, considerando anche che è tra le piattaforme più utilizzate al mondo. Con l’uso di YouTube per il videomarketing, l’azienda si umanizza e riduce l’autorefenzialità per lavorare sulla gratificazione del […]

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