Neuromarketing ecco quello che ho tratto dal TolkTolk

TolkTolk neuromarketing con Andrea Saletti

Neuromarketing o scienza della persuasione è una disciplina che ha avuto uno sviluppo molto recente anche se le sue origini risalgono ad un passato recente a quando ad esempio si analizzavano i comportamenti dei consumatori nei supermercati o in contesti fisici particolari, per capire cosa attraeva di più la loro attenzione.
Comprendere come reagisce il cervello nel momento in cui l’occhio si poggia su un oggetto o magari su una pagina web è un desiderio di tutti i marketer di ieri e di oggi.
Solo che oggi le cose sono in parte più semplici grazie alla tecnologia, che rende l’analisi comportamentale molto più semplice.
Questa come breve introduzione all’intervento di Andrea Saletti nell’ultimo evento TolKTolk sul tema appunto “Il neuromarketing per distinguersi”.

Essendo l’argomento piuttosto articolato, in questo post ci saranno solo dei concetti di neuromarketing che diano un’idea di ciò che è stato detto ed argomentato durante l’evento, il neuromarketing è comunque una area del marketing che merita sicuramente un approfondimento.

Concetti sparsi di neuromarketing

Per i siti web…
La semplice esposizione del prodotto un tempo funzionava.
Ora farsi notare diventa sempre più difficile, ciò che conta è l’esperienza e questo vale anche per un sito che deve far vivere all’utente un’esperienza e riuscire a trasferire una sensazione di legame con il prodotto.
Quando si apre una pagina web ciò che attira è ciò che coinvolge l’utente, l’obiettivo è rendere l’esperienza più semplice con un alfabeto comune.
Il neuromarketing si basa anche sull’associazione implicita delle parole.
Anche quando si scrive sul web bisogna tener conto dell’esperienza dell’utente, e persino l’algoritmo oggi tiene conto di questo aspetto.

Per  l’utente…
Il neuromarketing lavora con lo stimolo delle emozioni umane quando l’utente interagisce con degli elementi che vanno a lavorare con i suoi bisogni ancestrali. Stimoli che fanno leva su ciò che rende vivi, la parte ancestrale del nostro cervello.
Dialogare con una parte del cervello non comporta una manipolazione, perché subentra sempre anche la parte razionale. Qualsiasi scelta noi facciamo parte da una scintilla emozionale, nessuno di noi è in grado di far acquistare qualcosa a qualcun altro se non esiste già nella sua mente, le tecniche di persuasione non funzionano se non esiste già una consapevolezza personale.

Per il marketing…
Il target psicologico è importante.
Il prodotto gioca un ruolo molto importante, diventa importante concentrarsi più sui vantaggi che il prodotto/servizio riesce a portare e a trasmettere.
Individuare le persone giuste è la prima cosa, si parte sempre da un target socio-demografico. Poi si individuano le buyer personas, gruppi motivazionali che hanno un particolare obiettivo.
Sapere con chi si ha che fare è alla base di un’operazione di marketing.

Per l’analisi…
La cosa che permetteno di fare le neuroscienze è fare delle analisi macro e micro, oggigiorno sono soprattutto le multinazionali che utilizzano questo approccio e in questo modo sono in grado di creare dei prodotti capaci di incontrare e risolvere i problemi dei consumatori.

Evento tolktolk Bologna

Consigli pratici tratti dall’intervista ad Andrea Saletti…

Il primo stadio di un’operazione di marketing che tiene conto degli aspetti di neuromarketing è quello di catturare l’attenzione di un target, ma l’attenzione deve creare anche attrazione (stato emotivo dove la logica è abbassata), ciò è possibile generando un interesse legato all’interpretazione di un contenuto, partendo magari da un titolo accattivante sul sito o su un blog e procedendo con i diversi elementi cominicativi. A tutto questo segue un momento importante di analisi che il consumatore fa difronte al prodotto/servizio e qui lo stato emozionale si abbassa e subentra la parte logica e razionale che fa compiere un’azione.
L’ultimo step è quindi l’azione, quando l’utente decide di compiere un’operazione d’acquisto e qui è necessario comunicare al meglio come procedere soprattutto se parliamo di un sito ecommerce, tutti i passaggi devono essere estremamente chiari.

Da quanto detto sopra si evincono i seguenti step di accompagnamento dell’utente verso una decisione di acquisto: attenzione, attrazione, interesse, analisi e azione.

E in un sito internet cosa bisogna tener conto?

Per un sito internet che riesca davvero a catturare l’attenzionde dell’utente e creare engagement, sarebbe utile seguire questi semplici consigli:

  1. Prima cosa capire il contesto, capire come si muovono i competitors e più in generale i target
  2. Togliere tutti gli elementi animati che distolgono l’utente (meglio il contenuto statico o che si muove solo se lo decide l’utente)
  3. Evitare la comunicazione referenziale, gli utenti vogliono sapere cosa ci guadagnano comprando un prodotto/servizio offerto nel sito
  4. Togliere tutte le chiamate all’azione, il sito non può avere troppi obiettivi, possibilmente dovrebbe averne uno o due con relative chiamate all’azione
  5. Non essere troppo logici o troppo tecnici, ci vuole anche l’impatto emozionale altrimenti l’attenzione dell’utente si perde.

Questi sono solo alcuni degli spunti tratti dall’evento di Dora Carapellese con l’esperto di neuromarketing Andrea Saletti per saperne di più guardatevi anche il video intergrale TolkTolk!

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