Twitter: cronaca di una crescita annunciata….

Twitter, con la sua crescita costante e possiamo dire anche prevedibile, può essere ormai considerato un fenomeno socio-politico-culturale. I quattro milioni di utenti attivi in Italia, come d’altronde i 200 milioni a livello globale testimoniamo una potente spinta al cambiamento dei modelli culturali esistenti.

In questo senso può essere riduttivo catalogarlo solo come un Social Network, tra l’altro presente nella top tre dei più influenti a livello mondiale, lo si deve perciò considerare un veicolo di rinnovamento culturale i cui protagonisti sono le persone in quanto tali. Cresce e si consolida infatti tra gli utenti l’esigenza di esprimersi, partecipare o semplicemente di esserci, con le proprie modalità e senza intermediazioni.

E questo ormai lo si vede quotidianamente, dai programmi televisivi, seguiti e commentati in modo frenetico ed in simultanea sui Social Media e su Twitter in particolare, dall’assidua partecipazione ai dibattiti politici online, quest’ultime elezioni sono una testimonianza di un nuovo atteggiamento certamente più propositivo, ma anche critico e comunque fortemente innovativo.

La gente ha bisogno di sentirsi protagonista, partecipare, fornire anche la propria visione, un atteggiamento da spettatori non è più neanche concepibile. Ecco dunque che aprire un profilo su Twitter diventa quasi un gesto automatico, comprenderne le dinamiche un’esigenza primaria, ben vengano allora questi attivisti della rete che portano anche innovazione sociale e una propulsione al cambiamento dei vecchi paradigmi, qualsiasi essi siano…

Per chi fosse a digiuno di dati aggiornati, Techeconomy.it ce ne fornisce un’interessante panoramica.

 

See on Scoop.itI love Twitter

Ci siamo ormai abituatati a utilizzare Twitter quasi ogni giorno e, se non a utilizzarlo, a sentirne parlare. In Italia lo si utilizza per fare attività di uff

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Errori da evitare sui Social Media

Ormai è un realtà: oggi essere presenti sui Social Network sta diventando un’esigenza sempre più sentita dalle aziende un po’perché fa “trendy” parteciparvi e un po’ perché in giro c’è aria di tagli ai budget di marketing.

Diviene naturale rivolgere quindi l’attenzione a questi nuovi  canali di comunicazione considerati meno costosi e con una maggiore potenzialità di arrivare direttamente al target. E’ chiaro che in tutto questo va considerato l’aspetto strategico, spesso sottovalutato, perché per le aziende i tempi stringono sempre e si vuole partire sperando anche di anticipare la concorrenza.

Ecco dunque che si può incorrere in alcuni errori, ne vorrei riportare solo alcuni che a mio parere sarebbero da evitare se si intende inserirsi nel social stream:

  • Ricercare follower a tutti i costi: questo mi sembra il primo errore da evitare, cercare di acquisire nel più breve tempo possibile un numero elevato di follower non porta valore aggiunto. Le connessioni saranno difficili da gestire, non si creerà interazione e quindi diventerà del tutto inutile partecipare. Meglio pochi ma buoni è un modo di dire che si adatta bene anche a questa realtà!
  • Utilizzare troppi “strumenti” sociali: prima di creare una presenza su ogni piattaforma sociale sarebbe meglio saper gestire bene almeno un profilo per acquisire esperienza e notorietà. In questo modo sarà più semplice creare altri account e intrecciare conversazioni anche su altri network.
  • Pensare che i Social Media non costino: questo è un errore che si avverte in molte realtà aziendali, è vero che aprire un account è gratis, però poi la gestione ha dei costi che vanno quantificati e inseriti nel budget aziendale. I mezzi non hanno costi tangibili ma le risorse sì ed e quindi sbagliato non tenerne conto adeguatamente.
  • Scegliere la persona sbagliata: poiché i profili sono la “voce “ della società, è necessario scegliere la persona/e più idonee a gestirla, che conoscano bene sia il brand sia i social media. Spesso si usano persone esterne con competenze di marketing e comunicazione e in certi casi è la scelta più giusta in una fase iniziale. Poi però, a mio avviso, bisognerebbe che l’azienda camminasse con le proprie gambe, dopo un’adeguata formazione…s’intende
  • Assenza di formazione: ed ecco quindi un altro errore da evitare, per poter agire sui SM è necessaria comunque della formazione, delle linee guida da condividere e degli obiettivi da seguire. Tutto ciò dando comunque valore alla creatività e all’originalità del messaggio per evitare una comunicazione ingessata.
  • Non essere capaci di gestire le criticità: in ogni azienda possono verificarsi dei momenti critici anche nella comunicazione soprattutto quando ci si apre al mondo dei social media e ci si espone direttamente ai commenti altrui. In caso di feed-back negativi chiudersi, non rispondere o aver un atteggiamento arrogante sicuramente non paga!
  • Non usare metriche di misurazione: spesso si ritiene impossibile poter misurare le proprie azioni sui social media. In realtà misurare il ROI di una campagna su Facebook o Twitter è possibile correlandolo con gli obiettivi che ci siamo posti. Anche se in questi casi alcuni preferiscono parlare di Engagement Rate (E.R.), che prende in considerazione elementi relativi a quanto gli utenti interagiscano con il brand e, soprattutto, quali siano i driver di comunicazione e di coinvolgimento più efficaci.
  • Non partecipare: vorrei concludere così, perché in fondo in un mondo in continua evoluzione è un peccato stare alla finestra solo ad osservare gli eventi senza lasciarsi coinvolgere, non inserirsi nel flusso della conversazione e aspettare che gli altri parlino di noi, della nostra azienda e del prodotto. Non è subito semplice però ritengo sia un investimento sicuro nel medio-lungo periodo.

Ampliando il discorso direi che bisognerebbe cogliere questa occasione di cambiamento di prospettive per rinnovarsi e consentire anche alle aziende di poter cambiare i propri modi di agire e pensare e restare quindi competitive in un mondo in continua evoluzione.

Cosa ne dite?

 

 

 

5 consigli per imparare a fare del buon SEO!

L’ottimizzazione sui motori di ricerca di Siti Web, Blog e tutto ciò che circola in rete a volte può diventare una vera passione.

Come ci spiegano gli amici di @viaseo il SEO è un lavoro difficile, meticoloso a tratti anche…un po’ noioso nei suoi aspetti di continua analisi e verifica dei risultati. Ci vuole costanza e dedizione, però se il lavoro viene fatto con criterio, può rivelarsi fonte di grandi soddisfazioni.

Soprattutto quando si vede il sito per cui si sta lavorando, scalare posizioni e scalzare concorrenti sino a quel momento distanti nei risultati di ricerca. Fra gli obiettivi più ambiti di una buona ottimizzazione rientrano sicuramente una maggiore condivisione dei contenuti, link in entrata da siti tematici, aumento della visibilità, dei contatti e perché no, del business.
Visto da questa angolazione sembrerebbe facile…ma non è così ed allora è necessario informarsi e tenersi costantemente aggiornati e poi sperimentare tenendo conto dei risultati raggiunti.

L’articolo che segue fornisce 5 consigli molto utili e comunque per chi volesse approfondire meglio l’argomento, Viaseo organizza qui in Italia un Workshop interessante proprio sul SEO! http://viaseo.it/

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5 consigli per imparare l’Ottimizzazione dei Motori di Ricerca (e non sentirsi frustrati)

Chi tra voi è interessato alle tecniche di SEO può visitare il nostro archivio SEO per trovare un articolo utile. Chi volesse davvero approfondire il discorso di SEO, sia per diventare più esperto sia per costruire una propria campagna in modo appropriato, può continuare a leggere.

Mi sono interessata a tutti gli aspetti relativi all’ottimizzazione del sito web, SEO copywriting, da cui ho iniziato, fino alla comprensione dell’analitica web, che è la mia direzione attuale. Ci ho sbattuto la testa, fissato statistiche per ore e ore e letto senza sosta ogni blog e articolo che mi è capitato tra le mani relativo a questi argomenti.

Se solo avessi saputo quello che so ora …

Non pensi sempre a quello? Una volta che cominci ad addentrarti, questi consigli possono contribuire a rendere il tutto un po ‘meno frustrante, e aggiungere fascino al quadro d’insieme:

1. Devi amare SEO. Se non ti piace sin dal principio, imparerai presto ad odiarla. A causa del tempo che ci vuole, odiare la SEO è il modo più difficile per starci dentro in qualità di ottimizzatore,  webmaster, o dilettante. Enigmi, numeri, statistiche, la scrittura, il marketing – tutto fa parte dell’ottimizzazione del sito web. Molto meglio circondarsi di persone che la amano, e a cui non dispiace fare il lavoro “più tosto”. Io partecipo con la teoria e con il brainstorming… la bellezza di lavorare con una grande squadra!

2. Devi fare domande. C’è talmente tanto da imparare, che non è possibile apprendere tutto senza almeno un po ‘di assistenza da parte dei più “anziani” nel settore SEO. Per esempio, il Dojo SEO è il luogo ideale per imparare e per fare domande, così come SEOmoz e SEO Chat. Naturalmente, puoi sempre inviare le tue domande anche qui.

3. Prendi tutti i consigli con un grano di sale. Il settore SEO è presuntuoso e onnisciente. Ogni ottimizzatore sa che cosa funziona per lui, e trasmette la sua conoscenza come l’unica strada percorribile. Nessuna affermazione del tipo “ma anche questo funziona” potrebbe cambiare le sue convinzioni. Tuttavia, la SEO non è un programma fatto con lo stampino. Ciò che funziona bene per un sito potrebbe non funzionare altrettanto bene per un altro, con poche eccezioni.

4. Sperimentare e monitorare è fondamentale. Quando ricevi un consiglio, mettilo alla prova. Tienine traccia. Segui la campagna per scoprire se le tecniche che hai implementato funzionano, e di conseguenza costruisci ciò che realmente funziona per il tuo sito. Non eliminare completamente le tecniche che non funzionano, puoi accantonarle per una campagna o un sito diversi. Anche quando sai che una tecnica funziona, in ogni caso non smettere mai di monitorare, sperimentare e perfezionare.

5. Scarica e aggiungi tutto ai preferiti. Se un ottimizzatore offre un download di un file in Excel per il monitoraggio, scaricalo. Se trovi un eBook gratuito che ti dice cosa fare e cosa non fare in ambito SEO, scaricalo. Se leggi un blog degno di nota, aggiungilo ai segnalibri. Se ti imbatti in un sito utile, aggiungilo ai segnalibri. Perché? Prima o poi, ti verrà in mente qualcosa che vorresti realmente fare. Ti ricorderai di aver letto come fare da qualche parte “…sai… in quel… blog… come si chiamava?” Potresti perdere una fantastica idea solo perché non riuscirai a ricordare dove hai trovato le informazioni e non riuscirai più a ritrovarle.

La chiave è non arrendersi e non sentirsi frustrati. Se pensi già dal principio che il SEO è interessante – abbastanza interessante da gettarti a capofitto e sporcarti le mani – sei già a metà strada. La prossima cosa che conoscerai, la discuterai con altri ottimizzatori, mostrando il tuo blog  e dicendo a tutti il modo migliore per ottimizzare.

Io amo SEO – Mi piace il settore, mi piace la gente, mi piacciono gli articoli, i blogs e i siti web. Nonostante le osservazioni di cui sopra, non potresti trovare un ambiente più bello (per la maggior parte) delle persone, realmente felici di condividere con le masse ciò che sanno .

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Analytics sempre a portata di mano con Quicklytics – Google Analytics App

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Quicklytics – Google Analytics App
Quicklytics is simply the fastest way to up to the hour data about the sites on your Google Analytics account. With Quicklytics, you can check the visitor information of multiple websites in a matter of seconds, not minutes.

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