Perchè aprire un Blog aziendale nell’epoca dei Social Network?

Paola Frateschi

Web Marketing, Social Media Marketing, web 2.0

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10 Risposte

  1. Gabriella Sannino ha detto:

    Some things I would like to add (you’ve included some already) are Credibilità, Fiducia, Rispetto, Esperienza, Rapporto, Influenza, Connessione, Approvazione, Reputazione, Responsabilità. I do need to add sometimes people are afraid to make that commitment, as you know starting and managing a blog is time consuming. Therefore, I would encourage anyone who is serious about doing this to ask themselves the basic questions. Once they have made their decision based on their goals and campaign, the last thing they need to do is, do it passionately, and keep it up. Too many people start blogs, don’t see the traffic then give up.

    • Paola Frateschi ha detto:

      Proprio così Gabriella, il Blog aziendale, a mio parere diventerà uno strumento di comunicazione sempre più importante, proprio perchè risponde a tutte quelle caratteristiche che tu stessa citavi. E’ naturale che richieda tempo ed abnegazione, obiettivi chiari e verifica dei risultati, senza però esagerare con le metriche puriste del marketing, per non scoraggiarsi troppo soprattutto all’inizio di questo percorso.
      Sono sicura che muovendosi con onestà e impegno in un ottica bidirezionale, i risultati non mancheranno, d’altronde accanto a molti tentativi mal riusciti, ci sono anche tanti esempi di blog aziendali che hanno successo e che portano un vero vantaggio al brand. Nel mio piccolo noto già dei significativi cambiamenti per cui direi di perseverare in questo tentativo di umanizzazione delle aziende, per portarle ad essere realmente vicine al cliente/utente finale!
      Ps. scusa se ti ho risposto in italiano, la prossima volta mi cimenterò con l’inglese, grazie del commento e a presto 😉

  2. Paolo Ratto ha detto:

    Ciao Paola! Condivido molte delle idee espresse nel post. Io stesso, qualche tempo fa, mi sono chiesto se i Social Media avessero indebolito il blogging e sono giunto alla conclusione che il blog sia tuttora indispensabile sia a livello personale (e quindi di “azienda individuale”) sia a livello “corporate”.
    Ritengo che il blog possa costituire tranquillamente il nodo centrale a cui “far ruotare intorno” tutte i profili “social”.
    Sono fortemente convinto che un “network aziendale” che si rispetti debba essere formato da due presenze: una più istituzionale (sito e blog!) e l’alta più “sociale” (facebook, twitter, youtube, flickr… ecc.).
    Che cosa ne pensate?

  3. Damiano Bordignon ha detto:

    Anche secondo me il blog continua ad avere un’importanza fondamentale nonostante la diffusione dei Social Network.
    Non è un discorso di meglio o peggio ma, come già sostenuto, sono luoghi differenti in cui esprimere aspetti diversi (nei contenuti o nelle modalità) ma complementari della propria identità.
    Questo, credo, comporta un vantaggio sia per chi legge l’informazione che per chi la crea. Il primo ha la possibilità di farsi un’idea più completa della persona/azienda di cui sta leggendo; il secondo, d’altro canto, ha la possibilità di sperimentare quanto complicato sia, se pur necessario, essere presenti al giorno d’oggi con lo stile giusto nel posto giusto.
    Nonostante tutti siano d’accordo nel dire che siamo in pieno web 2.0, trovo che ci siano ancora molte persone (e mi ci metto dentro anch’io) che hanno compreso i pilastri che lo definiscono, ma non per questo li sanno mettere in pratica in ogni momento.
    E’ difficile utilizzare contemporaneamente canali diversi e trovare, per ciascuno di essi, il modo più corretto per esprimere un concetto affinchè ne esca un’immagine coerente di te. Ed è naturale che sia difficile, perchè ci stiamo misurando con un nuovo modo di comunicare. E come tutte le novità c’è bisogno di tempo, sperimentazione, e anche di molti errori, prima che una persona/azienda possa muoversi agevolmente sul campo per poi dare un’immagine autentica di sè.
    Dall’infanzia in poi, abbiamo imparato che solo la relazione in ambienti diversi con persone diverse permette di sviluppare comportamenti raffinati. Pazienza e diversità come elementi fondamentali per una crescita personale autentica, quindi. E se la crescita è autentica, anche l’immagine che uscirà all’esterno sarà tale. Ed è di fronte all’autenticità che le persone si sentono naturalmente portate a dare fiducia.
    Allo stesso modo, credo che ci sia il bisogno di vincere la ‘tentazione dei nostri tempi’ di chiedersi se uno strumento sia più importante di un altro (SM vs BLOG), e si debba pertanto continuare a impratichirsi con entrambi. Solo così, nel tempo, impareremo ad utilizzarli in modo raffinato e riusciremo (parimenti anche le aziende) a comunicare un’immagine di noi stessi coerente e completa nelle sue diverse sfaccettature

    • Paola Frateschi ha detto:

      Mi piace molto il concetto di autenticità, anche perchè con un tipo di comunicazione bidirezionale è più difficile bluffare, mascherarsi per ciò che non si è. Il Blog e i Social Network sono gli strumenti più adatti per comunicare in modo diverso, più diretto e vero, e il pubblico premia queste caratteristiche oggi più di ieri. Direi che entrambi gli strumenti non solo dovrebbero coesistere ma essere sempre migliorati in un’ottica di reale condivisione e coinvolgimento.
      Grazie per il tuo contributo 🙂

  4. Paolo Ratto ha detto:

    Ciao Paola, nonostante avessi già risposto all’argomento in un vecchio post nel quale mi domandavo se la diffusione dei Social Network avesse in qualche modo indebolito il blogging (http://paoloratto.blogspot.com/2011/01/i-social-media-hanno-indebolito-il.html), sollecitato da un commento di Gabriella Sannino, ho deciso di riprendere l’argomento approfondendolo.
    Mi piacerebbe sapere una tua opinione anche perchè si scende un pò più in profondità, nella questione per capire se è sempre utile proporre ad un cliente la costruzione di un blog oppure no (http://paoloratto.blogspot.com/2011/03/blog-aziendale-costruirlo-sempre-e.html).
    Grazie e complimenti per il tuo articolo che ha riportato in auge questo importante tema.

    • Paola Frateschi ha detto:

      Grazie Paolo del tuo contributo e della bella discussione che ha suscitato su un tema sempre attuale. Ti dirò che tutto è nato sulla base di un’esperienza personale di proposta a un cliente di un approccio comunicativo diverso, sicuramente meno istituzionale e quindi più aperto all’interazione. Settore B2B, quindi ancora più complesso da approcciare…e ti dirò, malgrado le perplessità iniziali, le cose cominciano a muoversi.
      Certo sono d’accordo con Gabriella alias @SEOcopy che il Blog non sia per tutti sempre e comunque, deve nascere da una volontà del cliente di cambiare la comunicazione. Imposto dall’esterno, seppure nell’ambito di una strategia complessiva, avrà poco successo, l’azienda deve crederci, che sia di un settore tecnico, commerciale o quant’altro, poco importa. Tutti possono avere qualcosa da dire…e se poi la vena si esaurisce si passerà ad un nuovo strumento, in questo campo le evoluzioni sono continue.
      In tutto questo il ruolo del Social Media Manager è di aprire la comunicazione, fornire le basi necessarie e poi spronare a continuare il percorso…questo è in estrema sintesi ciò che mi sento di dire nell’immediatezza degli eventi, però vorrei che questo confronto continuasse…a proposito intendo commentare presto il tuo post sull’apertura di un blog aziendale.

  5. Paolo Ratto ha detto:

    Ciao Paola! Vero, bella discussione! Sono sostanzialmente d’accordo con te anche se mi preme sotolineare il fatto che se l’occasione di promuoversi con un blog e sui social media (che io considero spesso un “pacchetto unico”) può essere importante per tutti (a patto come dici tu che ci siano risorse e volontà!), ci sono dei settori di mercato (io ho fatto l’esempio degli artisti!), che hanno una tal facilità nella produzione dei contenuti, che è proprio un gran peccato restare fuori da questo meccanismo di condivisione e viralizzazione.
    Condivido peraltro anche sul Social Media Manager (e ne abbiamo già discusso!). Grazie per rispondere sempre agli stimoli e che… la conversazione continui!

    Paolo

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