L’email nell’era dei Social Media

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L’email nell’era dei Social Media

Qualche settimana fa, il New York Times ha pubblicato un articolo, dove venivano fatte delle interessanti considerazioni su come fosse cambiato l’utilizzo delle email (e relativa percezione) all’interno di diverse fasce di età. Da questo studio quello che si percepisce, è che l’utilizzo della email all’interno della fascia d’età che va’ tra i 12 ed i 17 anni è scesa del 48% rispetto all’anno precedente, per poi crescere man mano che i campioni demografici salgono d’età.
Il trend lascia pensare che un decremento così brusco, sia dovuto all’uso sempre maggiore di sistemi di comunicazione più veloci tra i Nativi Digitali, come possono essere le piattaforme di Instant Messaging, gli SMS, Twitter ed altri sistemi di Social Networking, percependo quindi l’email come “vecchia scuola”.

Il quadro così rappresentato a prima vista, può far pensare che l’email sia passata di moda e che con il tempo sia destinata a calare d’efficacia, considerazione errata. Primo elemento da considerare è che dati utilizzati per questa ricerca, si riferiscono solo ad email aperte all’interno dei personal computer e non attraverso l’ausilio di SmartPhones (molto comuni tra i Nativi Digitali), rendendo questo studio valido solo in parte. In secondo luogo il trend indica che con l’invecchiamento della popolazione, questa cerca sempre strumenti di comunicazione più professionali e fidati, questa presa di posizione è anche in relazione all’aumento delle possibilità economiche che la demografica raggiunge con il passare del tempo, rendendoli in questo modo il fattore economico determinante all’interno del mercato online.

Inoltre un altro fattore che deve essere considerato, e che spesso viene ignorato, è che ogni utente attivo (o tantomeno presente) nei Social Media, al momento dell’iscrizione deve fornire un indirizzo email, che i sistemi utilizzano come nome utente e durante il processo di recupero password. Questo ci fa capire come all’interno mondo internet, l’utilizzo del canale email come mezzo di comunicazione sia imprescindibile ad ogni fascia d’età. Twitter ad esempio (il mezzo di comunicazione più gettonato del momento), da recenti sondaggi possiede una consumer base varia, ma che si concentra tra i 18-29 anni per poi decrescere con l’avanzare dell’età, dove questo canale perde la preferenza a favore dell’email.

Un altro segnale da considerare è che la lettura/scrittura delle email rimane una delle attività svolte più frequentemente dagli utenti di Internet, al pari della consultazione dei social media, come rivela la ricerca di Emarketers.

Da queste considerazioni si può anche spiegare quindi perché Facebook stesso abbia deciso di lanciare un servizio di email, andando a scontrarsi contro gli operatori leader come Gmail, Hotmail e Yahoo! Mail.

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Una nuova filosofia del [web] marketing

Ormai se ne comincia a parlare parecchio online ed offline.
Corsi, conferenze e soprattutto post di blog autorevoli trattano il tema che appassiona tutti coloro che si occupano di web marketing, comunicazione, posizionamento sui motori, che non vogliono rimanere ancorati ai vecchi schemi e intendono innovarsi . 
Il futuro del marketing on line è iniziato.
Unconventional, libero dagli schemi, direi quasi rivoluzionario.
E sì perché il “consumatore” diviene il fulcro del cambiamento, da semplice pedina delle strategie pubblicitarie ad attore principale, colui che con la sua presenza può determinare le politiche aziendali.

Le aziende non potranno fare altro che mettersi in gioco, costruire la propria reputazione passo dopo passo, con una propria presenza diretta sui vari canali in cui avviene la comunicazione.
Dovranno cercare di alimentare il dialogo con i propri utenti, rispondere a domande, risolvere problemi, coinvolgerli senza essere autoreferenziali, perché altrimenti si perde in autenticità.
Solo dopo che si è instaurato un rapporto vero ed oserei dire quasi intimo con i propri follower,  potranno pensare di promuovere il prodotto/servizio, che dovrà comunque essere di un livello superiore alla media (altrimenti tutto questo sarà solo un pericoloso boomerang!).

Insomma una vera rivoluzione, un’inversione a U, rispetto a tutto ciò che per anni abbiamo sentito, studiato, applicato e lo dico sul serio non per semplice moda, perché a dirla tutta il vecchio marketing non mi è mai piaciuto con la sua voce unidirezionale e così poco democratica!

E’ dunque arrivato il momento del marketing 3.0?

Per approfondire il tema, guarda questo video futurista di Enrico Madrigano