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Web Marketing, Social Media Marketing, web 2.0

Appunti sparsi di Existential Marketing, marketing esistenziale e #Maremmans!

Existentia marketing

Ebbene sì, quest’anno ho fatto una breve vacanza in quel territorio magnifico che è la Maremma! Cultura, storia, ottima cucina e ottimo vino, ed è qui che quasi per caso e per una serie di felici coincidenze, si è inserito un incontro con i @Maremmans, i portavoce più autorevoli dei valori e delle potenzialità di questo territorio.

All’evento di fine agosto organizzato nella sede dei vignaioli del Morellino (vino da assaggiare assolutamente), l’invitato speciale è stato @Iabicus, alias Paolo Iabichino, uno dei più autorevoli maestri di new marketing in Italia. Suo l’intervento sul nuovo corso del marketing, l’Existential Marketing. Non essendo lì per lavoro ma per semplice curiosità non ne ho fatto un gran parlare sui social, durante le vacanze ho spesso bisogno di staccare dall’online, però ho preso qualche piccolo appunto che mi fa piacere condividere, ora che sono tornata ad occuparmi di social media ed affini…

Entrando nel vivo vi riporto qualche piccola chicca di marketing esistenziale, per approfondimenti c’è il libro di Iabichino.

Oggi si assiste ad una nuova attitudine dei brand a parlare alle persone. E’ cambiato radicalmente l’approccio, perché tutti possono arrivare alla comunicazione e di conseguenza anche l’agire aziendale guarda alle persone.
Vince chi racconta delle storie, chi ha delle idee creative perché le persone diffidano del marketing, così com’era in passato. I consumatori non sono più target ma degli attori consapevoli di ciò che gli si vuol vendere, più interessati a sentirsi parte e ad esser coinvolti nel flusso della conversazione. La gente cerca un contatto con la marca, non cerca una promozione. Alcune grandi aziende l’hanno capito, e l’esempio di Dove fa scuola nella sua capacità di coinvolgere a pieno l’individuo nella narrazione, riuscendo ad ottenere risultati di business molto interessanti.

È dunque cambiato l’atteggiamento della marca, grazie soprattutto ad internet e ai social media. Ma questo nuovo approccio nella comunicazione interessa ormai anche gli altri media dove sempre di più le persone non sono più un target ma soggetti da coinvolgere. Anche l’atteggiamento delle agenzie sta cambiando, non molto tempo fa si puntava tutto sul viral marketing, e si mettevano online video che spesso replicavano gli errori dei media tradizionali. Oggi si è compreso che viral vuol dire mettere in rete messaggi rilevanti e credibili, empatici, che attirano spontaneamente le persone, non per vendere ma per farle affezionare. Gli individui scelgono perché impattati dalla marca.

Apple è un esempio eclatante di capacita di vendere un’esperienza, riuscendo a spostare l’attenzione dalle caratteristiche del prodotto a come il prodotto ti fa sentire. Le marche cercano un loro credo, facendolo però in modo coerente perché dentro la narrazione ci mettono dei valori universali (vedi spot di P&G sulla mamma).
Le grandi marche puntano quindi su nuove percorsi narrativi (vedi Coca Cola, Mc Donald ecc). Prendono posizione rispetto a determinati valori, cercano di intercettare la tensione sociale che è importante in quel momento, per poterla rappresentare, esempio di Mc Donald che crea nuovi posti di lavoro in un periodo di crisi occupazionale.
Il profitto non sembra più l’unico obiettivo anche se è implicito che la pubblicità deve far vendere. La marca deve dare un messaggio. Il numero di condivisione del progetto è ciò che più interessa.

Iabicus Existential Marketing

Ma non solo, i brand oggi possono fare anche qualcosa di concreto, possono “contribuire a rendere il mondo un posto migliore”, un esempio è IBM che ha fatto un’operazione Smart City con cartelloni pubblicitari che fungono anche da panchine o pensiline anti pioggia. I grandi brand della moda si danno al mecenatismo, restaurando palazzi, opere, monumenti; dedicano una parte del budget ad operazioni trasversali che impattano anche sul sociale. Stanno così tracciando un nuovo percorso da cui anche realtà più piccole possono prendere spunto per operazioni di valore per sé ma anche per la collettività.

Ma torniamo alla Maremma, da cui tutto è partito e che nelle sue specificità, può applicare i concetti sin qui evidenziati, come? Viene suggerito di  partire proprio dal “credo” del territorio, mettendo in chiaro il manifesto dei suoi valori, di ciò che può essere trasmesso con autenticità e passione…ma questo i #Maremmans lo sanno e lo stanno già applicando con grande maestria.
Li terrò d’occhio anche perché la Maremma rappresenta già una buona pratica di come valorizzare un territorio…

 

 

#Turbobusiness un network di sinergie al servizio di aziende B2B!

Turbobusiness2-comunicazione-b2b

Partiamo dal presupposto che l’obiettivo di Wiseup Comunicazione è riuscire a creare un network intorno al progetto #Turbobusiness, un modello di social business finalizzato a realizzare le sinergie necessarie per migliorare la competitività di aziende e PMI del territorio bolognese.

Turbobusiness per dare un quid in più al proprio business, si è partiti da una semplice domanda “le Pmi di cosa hanno bisogno?” Ovviamente  non solo di innovare comunicazione ed organizzazione, ma di dare e ricevere qualcosa in più, avere a portata di mano nuovi strumenti.

Per rispondere a queste domande si deve partire dagli interventi dei relatori che hanno trattato temi inerenti a comunicazione digitale, social business e organizzazione aziendale. Un incontro dedicato al settore B2B all’interno di una splendida location che è il cuore della storia dell’industria bolognese e della sua capacità di fare innovazione, il Museo del Patrimonio Industriale.

Turbobusiness-Museo-Patrimonio-Industriale

Partiamo quindi da Domenico Tosello che con il suo intervento “Dal marketing al Social Business” ha definito cosa si intende per social business, passando da alcune considerazioni sul marketing, il tutto per fornire spunti di cambiamento per le imprese. Ecco quindi una carrellata di concetti estrapolati direttamente dal suo speech.

Il Social Business è sostanzialmetne un’organizzazione centrata sulle persone, mette in relazione interno ed esterno dell’azienda, non solo clienti, ma anche collaboratori, fornitori, stakeholder ed aziende. I mercati e le organizzazioni sono conversazioni frutto di persone che comunicano tra loro, tutte le funzioni partono da dialoghi tra persone. L’azienda diventa un ecosistema sempre più complesso. La sua competitività dipende dalle connessioni, link e reti che l’azienda sa attivare, all’interno e all’esterno della propria realtà. L’introduzione in azienda di logiche di rete riesce a migliorare l’operatività ed i risultati di business, a far funzionare meglio l’organizzazione e, grazie all’interscambio di informazione tra dipendenti, a migliorare anche i processi interni aziendali.

Il marketing, come altre funzioni aziendali, sta facendo un’evoluzione, da area aziendale a cultura diffusa. La responsabilità della relazione con il cliente è sempre meno compito di poche persone che rappresentano la voce istituzionale dell’azienda. In un ambiente comunicativo sempre più social diventa responsabilità di molti. Il marketing quindi non è solo vendere un’immagine ormai vuol dire mettersi in relazione con i diversi interlocutori,.
Non è più tempo di comunicare in modo unidirezionale, questo tipo di comunicazione non funziona più, anzi può esser soggetta a critiche pesanti da parte del pubblico. Basta vedere cosa succede ad alcuni spot e messaggi troppo unidirezionali. Gli utenti/consumatori si stanno abituando ad un tono della comunicazione sempre più personale e reale.

Sempre meno la competitività dipende dalla tecnologia, la tecnologia che faceva la differenza dieci anni fa ora, può essere in mano a chiunque, ciò che fa la differenza è sempre l’essere umano, il solo in grado di gestire realmente la complessità.
Nei processi collaborativi di innovazione se si coinvolgono da subito i clienti, fruitori e partner, si riesce ad ottimizzare i costi di  ricerca & sviluppo ed il time to market, la capacità e la velocità di immettere innovazione nel mercato.

Il focus è dunque migliorare l’esperienza del cliente ed i potenziali vantaggi sono stati misurati. In alcune aziende americane stanno già misurando quanto influisce immettere progetti di social business, innovazione culturale, organizzativa e comunicativa. Anche in Italia le grandi aziende stanno lavorando in questo senso e molti di questi concetti sono validi anche per PMI e medie aziende.
Perché anche se il cambiamento è estremamente rapido e la capacità di reagire sempre troppo lenta, il viaggio va fatto con il proprio passo e senza paura.

Il consiglio è di rileggere l’organizzazione per trovare nuovi strumenti, nuove mappe, considerando anche le parti non strutturate ed informali, e di riprogettare il tutto in modo allargato, condiviso e non a compartimenti stagni, incentivando quindi la capacità di coprogettare. Bisognerebbe avere il coraggio di provare e sbagliare, trovare nuovi modelli di business, i cambiamenti a volte sono spinti dal management, poi vengono portati avanti da squadre multi disciplinari, interfunzionali, con diversi punti di vista ma con un unico obiettivo: mettere al centro la customer experience, non più solo la soddisfazione sul prodotto ma saper dare ai clienti un’esperienza completa.

Turbobusiness-Paola-Frateschi

Per quanto riguarda la comunicazione, nel mio intervento sull’evoluzione della comunicazione nel B2B ho sottolineato come anche in questo settore si avverta la necessità di sviluppare nuovi canali comunicativi, uscendo da una logica fatta solo di fatturato, risultati di business e ROI, per potenziare un marketing più relazionale. Analizzando alcun dati si constata che i budget in marketing e comunicazione sono previsti in aumento nei prossimi anni, si percepisce un maggiore ottimismo da parte delle aziende.

Si comincia a parlare di marketing integrato anche se gli aumenti più evidenti saranno più in ambito digitale. Partendo dal sito, sempre più importante per generare nuovi contatti, passando dai social network per aumentare visibilità, coinvolgimento ed interazioni. L’acquisto di un prodotto ed un servizio B2B non avviene mai per impulso ma è sempre frutto di una relazione costruita nel tempo, frutto di referenze ed un’attenzione particolare su prodotti/servizi. Si evince così che la vera sfida per i marketer del futuro sarà la capacità di integrare il social media marketing nelle proprie strategie, la capacità di raccontare la propria azienda, i suoi valori la sua visione.

Ed eccoci quindi arrivati all’intervento di Lisa Gelhaus incentrato su quali social network sia meglio utilizzare nel B2B e soprattutto su come farlo, ma questo importante aspetto lo tratterò nel prossimo post,  quindi stay tuned con Turbobusiness ;)

Turbobusiness-team

 

 

 

Bologna web project 2014…nuove tendenze di Web Marketing

Strumenti Web Marketing

Ho partecipato al Bologna Web Project 2014 e vorrei condividere alcune tendenze emerse, perché non si smette mai di imparare dagli altri, specie se si tratta di donne molto motivate e ben inserite nel contesto del web marketing.
Ecco dunque una carrellata sparsa di concetti elargiti dalle relatrici, non si tratta ovviamente di un riassunto di tutti gli interventi, ma solo di appunti presi e quindi sicuramente non esaustivi di tutto ciò che è stato detto.

Partiamo da Debora del Cortona, secondo cui ogni nuovo progetto di web marketing parte dalla classica stretta di mano a cui subito dopo segue una ricerca di parole chiave, e quale strumento migliore del noto Tool di Google?
E’ stata ricordata l’importanza delle immagini che Google comincia a premiare sempre più nelle sue ricerche. L’immagine che spesso si trova in posizione dominante, dovrebbe contenere una call to action anche solo di tipo grafico, in questo modo potrà incentivare l’interazione dell’utente.
Per Google restano fondamentali per la SEO, Title e Description, ma oltre questo è stato anche segnalato un tool  molto importante “Google SERP Snippet optimation tool”.
Non è necessario essere degli esperti Seo per ottenere dei risultati utilizzando questi strumenti, però è sicuramente meglio approfondire leggendo libri dedicati al settore.
Comunque per aiutare visibilità e posizionamento è stato consigliato di avvalersi di blogger referenziati e con author in serp!

Passiamo ora ai video con l’intervento della vulcanica Anna Covone, che avrebbe avuto bisogno sicuramente di più tempo, tanti erano i concetti da memorizzare.
Si è partiti comunque dal fatto ormai evidente che il video in rete è esploso, rappresenta la nuova frontiera del web marketing anche se ancora piuttosto sotto utilizzato dalle aziende. E’ emerso che durante il 2012 su milioni di keywords rappresentative, 8 video su 10 provenivano da Youtube, che l’84% presentavano keyword informative, un’enormità rispetto alle keyword transazionali, decisamente più difficili da posizionare. Ogni giorno su Facebook vengono guardati 500 anni di video youtube, un dato piuttosto impressionante.

Poi la relatrice ha elencato una serie tips & tricks sull’uso dei video, eccone alcuni.
Il video deve essere considerato un investimento a lungo termine, deve essere fatto bene (possibilmente in HD) altrimenti rappresenta solo uno spreco di soldi, deve avere una precisa strategia alla base. I video di prodotto su youtube non sempre sono efficaci, anzi, solo in pochi riescono a sfondare. Magari funzionano meglio su Pinterest, perché anche se in pochi vi pubblicano video, questo social network è adattissimo anche per questa funzione, consentendo anche una grande viralità.
In fin dei conti è emerso che per le aziende il video marketing può creare grandi opportunità, ha il grande pregio di essere uno strumento veloce in grado di portare il messaggio in real time, se fatto bene consente di raccogliere frutti migliori rispetto a tanti altri strumenti di marketing.

Al Bologna Web Project si è parlato poi delle variabili che decretano il successo di un sito grazie all’intervento di Francesca Storti, la quale ha presentato case history relative al settore turistico. Si è partiti anche qui dal concetto base che il sito è uno strumento per raggiungere gli obiettivi di business e che i KPI, se opportunamente selezionati, ci permettono di analizzare se stiamo centrando gli obiettivi o meno, e quindi di ritarare le nostre scelte. Nel 2014, ancor più che negli anni passati, gli utenti consulteranno un sito attraverso dispositivi diversi prima di effettuare una qualsiasi scelta. Il 2014 sarà l’anno in cui incrementare il traffico al sito tramite un accurato utilizzo dei Social Media. Crescerà Google Plus che diventerà sempre più importante e presente, anche in ottica di Google Places, Google Carousel e Google Now.
L’argomento Google+, di una bravissima Michaela Matichecchia, necessiterà però di un capitolo a parte!

L’ultimo tema che invece vorrei trattare è quello relativo al Blogging e all’importanza dei contenuti in una strategia di web marketing, argomento molto ben evidenziato da Beatrice Niciarelli. Si è partiti da un dato molto importante, nel 2013, il 43% delle aziende ha ricevuto contatti grazie al blog aziendale, che si posiziona quindi subito dopo Facebook per l’acquisizione di clienti. Le aziende che bloggano generano il 55% in più di traffico al proprio sito web, dati sicuramente molto interessanti!

Spunto finale è relativo ad una semplice domanda: ma cosa significa bloggare? Sicuramente stabilire degli obiettivi e cercare di raggiungerli, non pensare al mero profitto e quindi scrivere per gli utenti dando loro sempre qualcosa di utile. La reputazione è un elemento chiave che va costruito sia col blogging sia attraverso i Social Media…

Siamo quindi tutti avvisati, le tendenze di web marketing includono ancora concetti  fondamentali come: strategie, obiettivi,contenuti, reputazione, coinvolgimento, interazione…e voi avete qualcosa da aggiungere a questa lunga carellata?

 

 

 

Come cambiano le organizzazioni: la Social Collaboration

Social-Collaboration

Se siamo sempre stati consapevoli dell’importanza delle reti sociali in senso lato, della centralità delle relazioni individuali e della rete che esse generano, sicuramente potremo facilmente intuire quanto il social networking, in ambito digitale, abbia apportato dei cambiamenti molto profondi. E non ci riferiamo solo a livello individuale, ma  anche all’interno delle organizzazioni più in generale.

Infatti, aziende e istituzioni si ritrovano ad affrontare mutamenti rapidi, imposti proprio dalle nuove tecnologie. E’ necessario aggiornarsi costantemente, ci si interfaccia con clienti ed utenti più consapevoli ed esigenti, le gerarchie si fanno meno rigide ecc. Le ripercussioni del sistema digitale non possono che riguardare anche il sistema organizzativo interno di un’impresa, ente o istituzione.
La necessità ormai emergente è quella di adottare nuovi strumenti e approcci che abbiano come punto di partenza proprio le persone e le relazioni che esse creano, anche grazie ai social network. Con questa prospettiva, non si possono che avere influenze sull’intera organizzazione. Si è iniziato così a parlare di Social Collaboration

Necessità di business e aspettative verso il settore IT, hanno fatto sì che i dipendenti stessi siano più consapevoli dell’importanza della tecnologia social come strumento di collaborazione dentro e fuori l’organizzazione. Strategie, quelle di collaborazione, che vengono spesso ben definite e pianificate per essere in linea con gli obiettivi, dare spazio agli utenti finali e far sì che siano adottate in modo omogeneo dall’organizzazione.

Collaborazione e processi aziendali, sembra proprio un binomio che cambierà molto il modo di lavorare. La tendenza potrà così essere quella di creare connessione, interazione  e soprattutto condivisione di informazioni tra i dipendenti per raggiungere gli stessi obiettivi. Se si riesce ad instaurare il concetto di collaborazione è possibile anche generare un vero valore per le imprese/istituzioni con riscontri positivi in termini di efficienza, conoscenza, coordinamento e capacità di rimanere sempre aggiornati su quello che succede all’interno dell’organizzazione. Tutta la struttura parteciperebbe a questo processo, dai livelli più elevati ai collaboratori, ed il management non potrebbe rimanerne fuori. Ovviamente è necessario investire in questa direzione, ogni progetto e cambiamento ha bisogno degli adeguati finanziamenti…

Siamo curiosi di vedere come evolveranno le diverse strutture organizzative, sempre più social e interconnesse, e di osservare come il mondo digitale continuerà ad influenzare i rapporti lavorativi e sociali…

 

#FoodTTT quando i social media incontrano il Food

#FoodTTT  Bologna 18/05/2013

#FoodTTT Bologna 18/05/2013

 

Gare culinarie, ricette di ogni sorta e piatti fumanti ormai sono i protagonisti indiscussi dei media, sempre presenti in trasmissioni pensate ad hoc oppure inserite in rubriche e in spazi ad essi dedicati… Insomma, una vera e propria invasione del food!

Ma cosa succede quando food e social si incontrano? Ecco che a colpi di forchette e clic nascono blog, siti, app e pagine sui social network in cui l’argomento è solo uno: il cibo!

Chiunque può provare a “fare lo chef” e condividere tramite i social media i risultati dei propri esperimenti con tanto di foto, lista della spesa e indicazioni per una preparazione passo a passo delle ricette, a prova di errori. Tutto questo è reso possibile grazie al passaparola online, ovviamente.

Di come sia cambiato il modo di parlare e concepire la cucina grazie a internet e quali siano le modalità più efficaci per farlo sarà affrontato al nuovo evento #Food TTT di Bologna, sabato 18 maggio.

Un’occasione non solo per approfondire come il digitale sia in grado di aumentare le possibilità di condividere conoscenze ed esperienze legate all’alimentazione ma anche per dialogare con gli ospiti e tutti i partecipanti online e offline. Inoltre si potrà partecipare alla degustazione di un aperitivo ecosostenibile al termine degli interventi… Quale occasione migliore?

Food TTT è organizzato dall’Associazione SociaLab TTT e si svolgerà dalle ore 18:30 in contemporanea presso le città di Lecce, Corato, Roma, Bologna, Genova, Milano e Parma. Un evento a 360 gradi per indagare tutti gli aspetti legati al cibo e ai social media.

All’appuntamento di Bologna, focalizzato sul rapporto social media e cibo, interverranno alcuni illustri protagonisti, noti blogger, coinvolti direttamente in questa duplice realtà:

  • Francesca Gonzales, food blogger di Spadelliamo insieme ed appassionata di cibo e cucina. Nel suo blog sono sempre presenti ricette stuzzicanti, recensioni, eventi, informazioni su app sul cibo e tanto altro.
  • Alice Savorelli, food blogger di Cotto&crudo e autrice di libri di cucina vegana. Scrive non solo raffinate ricette vegane ma avanza una vera e propria filosofia dell’alimentazione sostenibile.
  • Sara Balestri e Vito Cortese, chef crudisti promotori del progetto Nudo&crudo.net una scuola di cucina crudista itinerante che fa corsi in Italia e nel mondo.

Per partecipare all’evento occorre registrarsi sul sito del SociaLab TTT  l’iscrizione è gratuito, invece per l’aperitivo è previsto un contributo di 10 euro a partecipante.
La sede dell’evento sarà presso l’Associazione Fuori Moda, in via Cesare Battisti 9, mi raccomando suonare al campanello con su scritto “Interno 2”!

Per chi volesse avere ulteriori informazioni potrà scrivere direttamente a info@socialabttt.com.

Ci si vede sabato 18/5. Stay tuned!